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Soluzioni CAD-CAE per il mercato delle Macchine Speciali: il PUNTO di Massimo Fucci PDF Stampa E-mail

il punto_imm1In un contesto competitivo caratterizzato da dinamiche evolutive molto veloci, anche uno dei settori fiore all'occhiello dell'imprenditoria italiana deve trovare il modo di continuare a competere con successo. Le buone idee ed il parco clienti consolidato sono necessarie ma non sufficienti a garantire il buon posizionamento di mercato. Per essere competitivi in nuovi mercati e con nuovi clienti, è necessario un focus specifico sull'intero processo di sviluppo prodotto, sia in termini di tecnologie ma anche, e soprattutto, nella messa a regime di ambienti collaborativi in cui siano in atto processi, tecnologie e modelli di business in grado di soddisfare sia le esigenze degli utilizzatori, sia i margini dei fornitori.

di Massimo FUCCI

Il settore delle macchine speciali, altrimenti definito Machinery o anche Industrial Equipment, in funzione delle terminologie che s'intendono usare, il che, è una conferma del numero di micro settori quali: i costruttori di dosatrici, di imbottigliatrici, di macchine per il packaging, per l'automazione di linea e di fine linea, ma anche le macchine per il sollevamento, per la costruzione di infissi, nonché soluzioni sempre più evolute per l'assemblaggio di macchine e/o di prodotti che afferiscono a questo macro settore.
Un universo che, in Italia, conta circa 10.000 operatori, alcuni dei quali hanno costituito veri e propri distretti industriali nei quali sono situate molte aziende, da sempre contraddistinte come strutture in grado di competere, con successo, anche a livello internazionale.
Un risultato reso possibile, essenzialmente, dalla presenza di imprenditori dotati di visione ed intuito, che individuata un'esigenza, sono stati in grado, grazie ad una loro ingegnosa idea, di progettare e realizzare macchine dalle funzionalità all'avanguardia per rispondere alle più disparate e personalizzate esigenze.
In sostanza queste aziende, tendenzialmente quasi tutte di piccole e medie dimensioni, hanno operato in un regime di semi monopolio, poiché il loro prodotto poteva considerarsi unico nel suo genere. Ma le cose cambiano, e le cose sono cambiate!
Alcune evoluzioni sono avvenute per cause esterne alle singole aziende come, ad esempio, lo spostamento delle aree produttive, la forte crescita dei paesi emergenti, una maggiore richiesta di personalizzazione a budget limitati. Altri fattori sono invece intrinseci e interni alle singole aziende, quali la struttura rimasta fondamentalmente piccola, la mancata continuità nello sviluppo di nuove idee in prodotti di successo (anche i fondatori invecchiano), una certa tendenza a poggiarsi sugli allori e soprattutto il mancato investimento continuo in cultura d'azienda innovativa su prodotti, tecnologie, modelli di business e......nella cultura d'azienda avanzata.
il punto_imm2In questo contesto le aziende, è un dato di fatto, hanno investito in tecnologia e infrastruttura, ma, come sempre più spesso mi trovo a spiegare, sempre a macchia di leopardo senza un disegno integrato e quindi senza alcun monitoraggio di indicatori di efficacia ed efficienza generati dall' utilizzo di quanto acquisito. Un esempio su tutti: la formazione, quella legata all'introduzione di strumenti CAD e soprattutto CAE, quante sono le aziende che oltre ad applicare una politica di riduzione dei costi da parte dell'ufficio acquisti hanno pianificato una politica di introduzione e sviluppo degli strumenti con un adeguato piano di formazione (nel tempo) di comunicazione, di definizione e monitoraggio di indicatori rivolto a monitorare il livello di qualità intrinseca raggiunta e la capacità di competere in qualità, in valore, flessibilità e velocità di reazione?
Sono passati molti anni da quando nell'ufficio tecnico si parlava di tecnigrafo elettronico, ora le aziende operano su modelli digitali tridimensionali del tutto 'identici' a quelli reali. Modelli sui quali è possibile oramai eseguire una miriade di simulazioni che interessano tutte le discipline. Esiste la possibilità concreta di testare funzionalità, configurabilità, manutenibilità di un prodotto, ancora prima che questo venga realizzato. Ma non solo, nella fase di progettazione e simulazione è anche possibile decidere tipologia e quantità dei materiali da utilizzare in maniera tale da ridurre l'impatto ambientale dovuto sia a materiali stessi sia alle tecnologie di lavorazione, senza influire negativamente sull'usabilità del prodotto.
Un altro elemento che si è rivelato un fattore critico di successo è la capacità di inter operare tra 'intelligenze specializzate' distribuite geograficamente, in un contesto in grado di comprimere costi e tempi di realizzazione e di massimizzare il risultato finale.
A tutto questo bisogna dare una risposta - e a breve- quindi la scelta di una soluzione o di un prodotto, anche nelle realtà medio piccole, deve essere rivolta a strumenti che intrinsecamente consentano di rispondere a queste tematiche.
L'offerta si presenta variegata, tutti i fornitori hanno proceduto ad un revisione del proprio portafoglio che risulta essere ampio, anche grazie ad una lunga stagione di acquisizioni e fusioni tra aziende del settore. Ancora una volta oltre che sullo specifico portafoglio di offerta, la differenza sta nella visione di medio e lungo periodo e nella stabilità economico-finanziaria del fornitore di tecnologia che si sta considerando, nonché nella tipologia di mercato in cui ci si muove o ci si intende muovere in futuro.
L'offerta tecnologica attuale di strumenti a supporto del ciclo di sviluppo prodotto rappresenta una vera e propria opportunità a cinque stelle per i costruttori di macchine, che possono sviluppare politiche di cattura e distribuzione controllata della conoscenza aziendale, applicando la strategia del riuso, in maniera da capitalizzare sempre più quanto già realizzato,con il grande vantaggio di poter governare un processo di innovazione sistematica che poggia su di una cultura tecnica che pochi altri paesi possono vantare. Tutto ciò implica la costruzione di un ambiente informatico integrato (PDM-PLM) tra i diversi processi aziendali, non basta più produrre dati di progetto, è necessario gestirli in modo adeguato.
La ricetta .... si può ridurre a cinque ingredienti: investire, innovare, integrare, collaborare, misurare.

 
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